mercoledì, marzo 28, 2007

Fino alla fame




Outing di Donatella Versace e Paul Beck, la loro figlia Allegra, che ha un nome bellissimo per inciso, lotta da tempo contro l’anoressia.

Capito?
CONTRO

Possibile che non le migliaia di ragazzine che sperano di riuscire a diventare anoressiche non riflettano sulle parole?

Ci sono un sacco di persone che trovano i miei blog grazie alle parole chiave “ana”, “mia, “thinspiration”.
C’è qualcuno che mi ha scritto dicendomi “ciao, sono quasi ana anch’io”, equivocando (assurdamente) sul messaggio dei miei post.

L’anoressia si combatte
All’anoressia si deve andare CONTRO.

Credo di capire la fascinazione del riuscire a privarsi del cibo, ma è sbagliato ed i risultati sono disastrosi sempre.

Un in bocca al lupo ad Allegra Versace.
Un in bocca al lupo a tutte le donne che sono nate in posti in cui non avrebbero mai avuto fame e che la fame se la sono procurata.

venerdì, marzo 23, 2007

Italiani, brava gente


Io non sono nessuno per parlare di politica. Questo l’ho capito negli anni, me lo hanno insegnato chilometri di pellicola televisiva; dalle trasmissioni di Funari negli anni novanta (comprensivi di televendita al sapor di mortadella) fino agli ultimi Porta a Porta dell'impomatatissimo Vespa.
Forse sbaglio a dire la mia così apertamente, magari ferisco qualcuno nelle proprie illusioni, ma credo di aver capito cosa è fondamentale in politica.
In politica è importante convincersi che è possibile tutto ed il contrario di tutto.
E poi è necessario sapere che l’onestà è pura utopia, perché purtroppo la politica è, malgrado ogni buona intenzione, l’arte del compromesso.
Ora, c’è chi riesce a fare piccoli compromessi e chi invece “si compromette” fino all’osso.
Io, come dicevo, non sono nessuno per questo mondo, non sono nessuno per chè il mio giudizio possa considerarsi di qualche peso.
Eppure, dopo questa lunga, ma doverosa premessa, una cosa la devo dire:
Non sarò mai d’accordo con chi oggi avanza disappunto sull’opportunità di aver trattato con i Talebani in cambio della liberazione di Mastrogiacomo.
Perché?
Perché non si svende il dolore della gente per una presa di posizione, mi riferisco a quello provato da Mastrogiacomo in prima persona e quello provato dalla sua famiglia ed i suoi amici.
Perché si tratta di avvenimenti che riguardano una guerra e lo scambio di prigionieri è una pratica inventata dalla guerra, che nella guerra si attua giornalmente.
Perché su questa guerra ci sono ben altre autocritiche da fare e perché le posizioni di tutte le parti coinvolte non sono affatto chiare.
E poi perché ho ancora in mente la morte di Enzo Baldoni, che morì e morì con l’infamia di essere un cretino che se l’era andata a cercare, oltre che un facinoroso fiancheggiatore del nemico, beffato dalla sorte.
Non riesco a credere che qualcuno pensi davvero che si sarebbe dovuto lasciar morire le due Simone, la Sgrena , Torsello e Mastrogiacomo con la stessa infamia lasciata addosso a Baldoni.
Mi spiace che l’America sia scontenta, ma l’iraq o l’Afganistan non sono la Barbagia ed i talebani non sono sequestratori anonimi: se non dai loro un riscatto, non smetteranno di rapire, cominceranno a farlo solo per uccidere e lo faranno sempre più frequentemente.
Perciò, che l’Italia si goda il rientro di un suo cittadino, di un professionista che svolgeva il suo lavoro e lo faceva per il suo Paese e la si smetta di storcere il naso perché l’America è in disappunto.
Sapesse l’America come sono in disappunto io! E con me tanti milioni di persone in tutto il mondo.
Enzo Baldoni
1948-2004

mercoledì, marzo 21, 2007

travagliate idee



Rifletto sull'affermazione di Marco Travaglio:
"Se un giornalista non è irritante vuol dire che ha sbagliato mestiere"


lunedì, marzo 19, 2007

Liberi Tutti!

Daniele Mastrogiacomo è stato liberato mentre in italia cadeva la pioggia.
La pioggia, si dice, è un simbolo di purificazione e c'è da crederci.

Per le strade delle città la gente si ripara sotto ombrelli che sembrano arcobaleni, ma che richiamano a quella che è la bandiera del movimento pacifista.

Oggi l'inviata alla Farnesina del tg5, si collegava con lo studio sotto questo arcobaleno che è diventato un manifesto.

Una coincidenza, oppure un messaggio a chi crede che tutto quello che accade abbia un senso.

sabato, marzo 17, 2007

L'Italia dei Valori3/ pubblichiamo queste foto?



Ora, sembra che io mi accanisca con la famiglia Berlusconi e in alcuni casi, lo ammetto, è proprio così, ma stavolta la politica non c’entra e non c’entra il Berlusconi politico, se non di riflesso, com’è inevitabile.

In queste ore Berlusconi ha annunciato che sua figlia Barbara pubblicherà le foto per cui pagarono.

Non so se qualcuno abbia consigliato loro questa mossa; io non l’avrei fatto.
Mi costa un po’ ammetterlo, ma Barbara Berlusconi, così come tutti gli altri rampolli giovani del “presidente”, mi sta piuttosto simpatica.
Non è semplice essere figlia di Silvio, non lo sarebbe neppure se lui non fosse in politica e, oserei dire, non lo sarebbe nemmeno se fosse un signor nessuno.

Però stavolta per lei non c’è scampo.
Nel caso in cui, infatti, le foto fossero davvero poco compromettenti, nel caso in cui veramente si trattasse di scatti in cui la signorina “malauguratamente” era davvero soltanto venuta male, farebbe una figura ancora più barbina.

Pagare tutti quei soldi, pagare quei soldi che la gente normale non sogna neppure di notte, per un capriccio, la renderebbe agli occhi dell’opinione pubblica, ancora più narcisa e vanesia del padre.

Io sarei disposta ad essere più comprensiva se la Berlusconi fosse stata immortalata durante una scappatella amorosa.
Il suo fidanzato è lontano, lei aveva bevuto qualche bicchiere di troppo, si sentiva sola e triste; tutte queste cose la renderebbero umana e persino il facoltoso fidanzato, ci scommetto… avrebbe compreso.

Ma come viene fuori l’immagine di una che paga 20.000 euro (ventimila!) per qualche foto nella quale non si piace?
Ai miei occhi ne viene fuori malissimo.

giovedì, marzo 15, 2007

L'Italia dei Valori2/Barbara rettifica

Le notizie apparse in questi giorni sulla stampa a mio carico, nell'ambito della inchiesta in corso a cura del Pubblico Ministero di Potenza dott. Woodcock, mi hanno sorpreso e profondamente amareggiato. Non sono stata ricattata in quanto non ero ricattabile; ho già chiarito in sede testimoniale di avere acquistato, del tutto liberamente, delle fotografie poiché erano brutte, peraltro mi ritraevano in un momento della mia vita privata in compagnia di amici mentre stavo ridendo e scherzando con loro e salutando uno di essi, come credo normale alla mia età". Barbara Berlusconi ha aggiunto che quella sera non era né "appartata" né "ubriaca". "Non stavo baciando appassionatamente nessuno, nulla che potesse offendere la mia persona o, come insinuato da un quotidiano, che potesse nuocere all'immagine pubblica di mio padre"

Un po' difficile credere alle sue ultime affermazioni, ma come ho già detto non è utile, nè elegante insistere nelle insinuazioni.

Però è difficile resistere a questa tramontana di gossip che investe tutti e qualcuno resta in piedi, qualcun altro cade e si fa male.

Ancora una volta noi, il popolino, abbiamo l'impressione di non entrarci nulla e di non contare niente... ma non è detto che sia un male!

mercoledì, marzo 14, 2007

L'Italia dei Valori

L’Italia è il paese degli scandali.
Sarà la vicinanza fisica al Vaticano che ci condiziona, per cui o ci asteniamo da qualsiasi attività, oppure in tutto quello che facciamo tendiamo ad esagerare.
Sarà che siamo i più furbi di tutti, oppure crediamo di esserlo… chi lo sa.
Da Tangentopoli in poi però, non c’è più stata pace e ci siamo ritrovati a fare i conti con una serie di “opoli” che vanno dalle truffe calcistiche agli inciuci tra vallette e politici fino ai ricatti o presunti tali, delle agenzie fotografiche.
E mentre proprio in questi istanti il mondo politico (tanto per cambiare) trema e traballa sotto il peso di questo nuovo terremoto, c’è una figura, un uomo, che forse fin troppo consapevolmente, sta diventando un simbolo.
Lui è Fabrizio Corona, titolare dell’agenzia Corona’s.
Un imprenditore, ma anche un testimonial manovrato dalla longa manus del manager dei divi lele Mora.
Corona: un uomo che, appena arrestato, la prima cosa che ha fatto è stato infilarsi la maglietta sponsor, a favore di telecamera.
Sposato con Nina Moric, papà di un bambino di nome Carlos, Corona si fa intervistare, risponde alle domande con piglio sicuro.
E’ spregiudicato e dichiaratamente maledetto.
Dice che l’unica cosa che gli interessa sono i soldi e chi lo ascolta non stenta a credergli.
Il punto è che uno così non ti viene da biasimarlo.
Lui mangia sulle tresche degli altri e, ad essere sinceri, non si fa fatica a pensare che tutto sommato faccia bene.
La figlia di Berlusconi si sbronza e amoreggia con un tizio nei pressi di una discoteca; i paparazzi la beccano e la avvertono, lei chiama il papà e con qualche spicciolo il servizio non esce.
In altri tempi (tempi più rigorosi?) le foto sarebbero uscite sui giornali e per la Berlusconi forse, sarebbe stato peggio.
Si indaga se gli agenti, in collaborazione con l’agenzia fotografica, abbiano mai montato scandali ad arte, spingendo qualche ragazza tra le braccia di gente facoltosa, ma ciò che interessa davvero è altro: se sia etico o no fare un lavoro per rivenderselo in tutti i modi.
Se sia etico scattare delle foto e poi “ricattarne” i soggetti.
Beh, tutto questo putiferio è la riprova di quanto sia difficile assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Non mi risulta che chi oggi grida allo scandalo contro Corona, abbia mai denunciato il suo operato o lasciato che i servizi scottanti uscissero, senza provare a ricomprarseli.
Certo, Fabrizio Corona è uno strano personaggio che si muove e respira in un ambiente dove verità e finzione vanno a braccetto.
E’ senza scrupoli, ma fa simpatia, è uno senza arte né parte, ma il suo cervello lavora; non ha valori morali, ma è fedele alla moglie da anni e la loro coppia regge nonostante gli scossoni degli ultimi mesi.

A chi e a cosa dovremmo credere noi?
Forse dovremmo smetterla di giudicare e tirare sassi.
Forse dovremmo solo farci un esame di coscienza, se proprio ci va di fare qualcosa… tanto noi sui giornali non ci finiamo.

domenica, marzo 04, 2007

Soldi nostri

Non è sbagliato.
Non è sbagliato sdegnarsi per i fiumi di denaro che finiscono nelle tasche di presentatori e vallette.
E che non si dica ai politici - magari dall’alto di un palco - di occuparsi dei problemi del paese, perchè sono problemi del paese anche quelli.
Oppure credono - i presentatori in questione - che i soldi che prendono, li caccino direttori di rete o produttori vari, di tasca propria, dal proprio salvadanaio delle scuole elementari?
A me pare scandaloso che se ne parli soltanto ora.
La questione della distribuzione della ricchezza – che lo sappiano i presentatori – è sempre stato un problema e lo è ora ancor di più.
-Perché il paese è sul lastrico
-Perché l’economia è ferma
-Perché la gente ha una coscienza sempre più presente e tiene gli occhi aperti.

E – che ci riflettano i presentatori – al festival della canzonetta hanno vinto due testi che parlano di impegno sociale, di vita vera e di dignità.
Hanno vinto le parole quest’anno.
Segno che la musica cambia…

lunedì, febbraio 26, 2007

Amici... siamo sicuri?

Appartiene a quella folta schiera di programmi che nessuno confessa di guardare, ma che poi fanno il pienone di ascolti.
A dire la verità, questa è una prerogativa di quasi tutti i prodotti di Maria De Filippi, che confeziona roba agrodolce, sempre pronta da portar via proprio come il cibo cinese.
Nato con il titolo “Saranno Famosi”, dopo un anno e mezzo è diventato “amici di Maria De Filippi” in seguito ad una traversia burocratica sui diritti del titolo, già di proprietà della celebre serie televisiva “fame”.
Ragazzi dai diciotto ai 25 anni si sfidano a colpi di danza, canto e recitazione, ma soprattutto si tirano sberle verbali da far impallidire i migliori Sgarbi della tradizione televisiva italiana.
La formula del reality (o talent show se si preferisce), incita alla competizione sfrenata, al pettegolezzo, allo sfottò, al quasi odio tra fazioni, col pubblico che urla come nel colosseo.
La forza del programma è questa in fondo: si finisce nella partigianeria insulsa, avallata persino dagli insegnanti della scuola ed il risultato finale, quasi sempre, è il premio non al più bravo, ma allo sfigato della situazione.
Le discussioni vertono di continuo sulla dicotomia tra interpretazione e tecnica, sia per quanto riguarda il canto che il ballo.
Il messaggio che arriva al pubblico di frequente è che chi ha tecnica non ha cuore e viceversa.
Così, nella danza si fanno complimenti a ragazzini che quasi non sanno camminare ed ai semiprofessionisti gli si dice “non mi hai trasmesso niente”, manco fossero prese della corrente.
L’anno scorso vinse un giovanotto di Udine, grande forza di volontà, pochi fronzoli, una storia difficile alle spalle e un bel sorriso aperto, positivo.
Artisticamente non meritava la vittoria, senz’altro meritava un premio, magari la possibilità di studiare ancora, ma non la palma della vittoria.
Quest’anno i più bravi sono un ballerino classico ed una cantante, ma la favorita è una ballerina coi piedi piatti che è diventata popolare grazie ad un contenzioso con la sua insegnante che, in un modo un po’ crudo forse, le ha detto la verità: coi piedi piatti non diventerà mai una vera ballerina.
E di pianto in pianto, di eliminazione in eliminazione, ci si appassiona anche a queste piccole storie impacchettate apposta per noi.

venerdì, febbraio 23, 2007

Mistero a Ceprano

C’è una storia di cui non si parla.
Non ne parlano i giornali (non dico quelli a tiratura nazionale, ma almeno quelli locali), le radio ed i tiggì. Nessuno lo sa, a nessuno interessa?
Comunque ieri a Ceprano, ad un tiro di schioppo da casa mia, è morto un uomo.
Si dice si sia suicidato, ma alcuni testimoni parlano di un colpo di pistola alla schiena.
Altri riferisco di una autoambulanza che se ne andava a gran velocità a sirene spiegate, insinuando la presenza di una seconda persona ferita.
L’uomo era di Roma, si dice. Cosa facesse a Ceprano non si sa, in una casa che, tra l’altro, era sempre stata disabitata.
Il corpo era sulle scale esterne alla casa, altro particolare strano per un caso di suicidio, contando anche che chi ha visto il corpo di sfuggita, lo ha descritto mezzo nudo (e non siamo in estate).
Mistero insomma

martedì, febbraio 20, 2007

GF: l'involuzione


Non che non ci sia niente di più importante di cui discutere, ma certe cose finiscono per diventare importanti anche se fondamentalmente non lo sono.
Una trasmissione televisiva ad esempio, sembra una cosa poco importante ma se a vederla sono milioni di persone e se intorno ci girano un mucchio di soldi allora beh, la questione non è poi così banale.
Il Grande Fratello ad esempio…
Una macchina da Guerra partita con la Bignardi sette anni fà e condotta oggi dalla Marcuzzi.
Secondo me è interessante anche il confronto tra le conduttrici, per capire il percorso che lo show ha fatto in tutto questo tempo
Partito come una sorta di esperimento sociologico, accompagnato dalla voce lieve e dalla figura sottile e minimalista della Bignardi, il grande Fratello è passato nelle mani di un’altra bruna, stavolta prosperosa, un po’ napoletana, attrice briosa, Barbara D’Urso. Oggi il GF appartiene alla Marcuzzi, una cavallona glamour, biondissima, formosissima, altissima.
Non è rimasto proprio nulla dell’esperimento, ora il GF è una vetrina di cristallo nella quale si espongono ragazze già confezionate per un calendario e ragazzi che faranno i tronisti dalla De Filippi, dopo un percorso di serate in discoteca.
Insomma, si è entrati in quel pericolosissimo territorio che è quello del già visto, del trito e ritrito; dell’inutile, appunto.
Il Gf non è più utile al pubblico, perchè non crea più dinamiche nuove ed interessanti. Non c’è più nessuno scalpore nel vedere dei ragazzi che si baciano o fanno del sesso frettoloso sotto un piumone.
Non c’è neppure più divertimento nello spiare le loro reciproche antipatie, ormai la tv è piena di confessionali.
Il GF, perdendo la sua utilità, il suo apporto di novità, ha perso anche la sua ragione di esistere.
Se non fosse per la Gialappas, per le ottime imitazioni, per gli sfottò e per la magnifica forma della Marcuzzi, non ci sarebbe modo nè motivo di conoscere i nomi dei nuovi concorrenti.
E, a dire la verità, persino la Gialappas ormai, ritengo dovrebbe cambiare mira.
Non ci sono più i Tariconi e le Cristine, gli ottusangolo ed i Salvo, che di per sè non avevano nulla di speciale, ma dalla loro contavano sull’effetto sorpresa, sulla novità assoluta, l’originalità del format e del contesto.
Oggi va in onda un personaggificio di terz’ordine che induce anche un po’ alla pena per gente che tenta di mostrarsi autentica e finisce per essere la caricatura di sè stessa.
La salvezza del Gf potrebbe risiedere soltanto nella scelta di personaggi estremi, poco televisivi, incontrollabili ed in un certo senso vergini di meccanismi a cui tutti sono abituati ormai.
Un consiglio-appello agli autori quindi: cambiare o chiudere.

lunedì, febbraio 19, 2007

cause for Taso


Ho scelto questa foto perchè Taso sta correndo.
Oggi Taso non corre più e non cammina.
Le sue gambe sono paralizzate, ma la sua mente è libera di sperare.
Per realizzare i suoi sogni ha bisogno di aiuto.
questa è la sua pagina
questo è quello che ho scritto su di lui

domenica, febbraio 18, 2007

più progressisti della Spagna

Non so se classificarla come una buona notizia per l’Italia oppure semplicemente una notizia di colore dal mondo.
Sicuramente viene voglia di festeggiare quando in Spagna (la pasionaria, la rivoluzionaria, la rossa), succedono cose così.
Perchè qua non riusciamo a metterci d’accordo sui pacs, ci vengono le bolle per i Dico, non riusciamo neppure a parlare di staminali, ma sulle elezioni delle miss non ci batte nessuno.
La storia è quella di Angela Bustillo, 22 anni, che aveva partecipato al concorso per l’elezione di miss Cantabria (nientepopòdimeno), regione della spagna settentrionale ed aveva vinto.
Peccato però che il regolamento prevedesse che le miss non dovessero avere figli, perchè invece la Bustillo ha un pargoletto di 3 anni.
E’ questo il motivo per cui il titolo le è stato ritirato.
Lei si ribella… del resto vive in Spagna e le sembrerà strano essere penalizzata per essere una banalissima mamma. Fosse stata una mamma lesbica magari avrebbero chiuso un occhio :)
Ma no, noi nella Spagna confidiamo molto (e ne abbiamo ben donde). Già lo vedo Zapatero strapparsi I capelli per questo regolamento obsoleto e restauratore e me lo immagino correre incontro alla nostra Angela con la corona di più bella del reame di Cantabria.
Noi in italia abbiamo Mirigliani che vale 100 Zapatero messi insieme, uno che ha aperto le porte del successo alla Loren, alla Lollo, alla Bosè, alla Colombari, alla Chiabotto e a Mirka Viola, santa protettrice di tutte le “miss mamma" del mondo

giovedì, febbraio 15, 2007

tutto in famiglia

Ho già parlato della Carfagna e non sono riuscita a strapazzarla troppo perché io l’impegno lo ammiro veramente e lei ce la sta mettendo tutta.
Peccato per i risultati.
Le donne in politica sembra debbano obbligatoriamente occuparsi di sociale, di famiglia, di etica.
Se magari andassero a occuparsi di economia o di esteri forse, in certi casi, farebbero meno danni.
Tutto questo fa da preambolo a quanto letto su repubblica.it sullo scazzo tra la Carfagna e Luxuria sui Dico (manco a farlo apposta)
Sembra che si leggiferi più per dar da parlare ai politici che non per il bene di questo povero Paese.
La bella Mara Carfagna, forzista verace, esterna e non fa sconti.
I gay sarebbero “costituzionalmente sterili”, e aggiunge che “per volersi bene, requisito fondamentale è poter procreare”.
La nota di colore è che Luxuria le risponde di non voler prendere lezioni da una sfasciafamiglie, riferendosi alle bagatelle berlusconiane della notte dei telegatti.
La questione centrale è invece che la Carfagna ha perso una occasione per tacere o, volendo essere buoni, per spiegarsi meglio.
Dove le mettiamo le coppie sterili secondo la Carfagna e secondo chi appoggia le sue parole? Ci sono persone sposate davanti a Dio che non possono avere figli. Significa che non hanno i requisiti per volersi bene? Che ci facciamo allora… suggeriamo al Vaticano di scomunicare pure loro?
Uff, ma possibile che non ci si sia ancora stancati di questi teatrini? E la famiglia… la famiglia sta cominciando a diventarmi insopportabile.

succede in America

C’è un senatore democratico dello stato di New York che si chiama Carl Kruger (sarà forse un parente del più famoso Freddy di Nightmare?), il quale ha presentato al senato una legge che vieti ai pedoni di New York attraversare la strada usando l’Ipod, parlando al cellulare o maneggiando un palmare.
Non perviene notizia di cosa possa succedere agli sventurati che sfoglino libri o giornali, che chiacchierino con un amico, che si accendano una sigaretta, che si tolgano lo zucchero a velo dal bavero della giacca o a quelli che semplicemente sognino ad occhi aperti

lunedì, febbraio 12, 2007

Crociate civili

Capita che clicchi sull’articolo che dovrebbe parlarti dei “Dico” (a proposito, ma lo fanno apposta a trovare sigle simili?) e ti si apre la pubblicità dell’anello della Durex…
A riprova che l’unica cosa davvero sacra al giorno d’oggi è la pubblicità; l’unica che di sicuro è l’anima di qualcosa (la pubblicità è l’anima del commercio).
Per il resto, che poi è quello che ci interessa, sottoscrivo l’articolo di Massimo Giannini.
La mia sensibilità, tra l’altro, mi spinge ad inalberarmi un po’.
Non se ne può davvero più di questa Italia che non riesce a tagliare il cordone ombelicale dalla Chiesa.
Che qualcuno si decida finalmente a dare a Cesare quel che è di Cesare, tutelando chi non si sente legato ai valori cattolici.
Del resto la fede non può e non deve in nessun modo essere una imposizione dello stato, il quale, di contro, dovrebbe regolamentare la vita pubblica (e in certa misura privata) dei suoi cittadini secondo un modello squisitamente laico.
Secondo tale modello chiunque, cattolico o no, dovrebbe sentirsi egualmente tutelato nelle proprie scelte intime.
Invece, non si capisce per quale motivo, chi fa una scelta laica deve sentirsi sempre un cittadino di serie b.
Si ritorna all’ipocrisia che suggeriva la pubblicità della durex.
Ipocrisia ideologica di forma e sostanza, della quale un elettorato maturo dovrebbe voler fare a meno a tutti i costi.
rimando all'editoriale di Scalfari, che ritengo illuminante.

martedì, febbraio 06, 2007

le solite bagatelle

La prima cosa che ho fatto stamattina è stato aprire la Repubblica e cercare una lettera indirizzata a Silvio Berlusconi, non c’era.
Nessuno gli ha chiesto pubbliche scuse stavolta.
Del resto ieri, quando ha detto, con l’ironia che lo contraddistingue (non sempre positivamente), che i gay sono tutti a sinistra, non ha sbagliato troppo.
Qualunque altro uomo politico del suo rilievo però, non se ne sarebbe compiaciuto, come sembrava compiacersene lui.
L’interrogativo su Berlusconi non è mai cambiato e resta sulla sua levatura morale, sulla sua statura ideologica.
Probabilmente, se si è cominciato a chiamarlo “nano di Arcore”, sarebbe stato il caso di farlo per l’esigua prestanza del suo “io” politico, per la brevità, la quasi inesistenza della sua storia politica e non per la sua statura fisica.
Lo si ricorda “compare” di Craxi, ma Berlusconi è sempre stato un uomo di affari e fondamentalmente è rimasto tale.
Non che esistano particolari figure di spicco nel panorama della politica attuale, però almeno, gli altri sono capaci di restare zitti quando è il caso.
Lui no.
Berlusconi non resiste alla sua natura di piacione gigione. Non ce la fa, quando una cosa gli passa per la testa, lui deve dirla.
Si da il caso, purtroppo, che le sue non siano le parole di un uomo illuminato, ma quelle di un italiano medio, parole obsolete, tali quali i concetti e le battute triviali.

Ci si chiede se davvero Berlusconi sia necessario tenerselo com’è; se sia proprio indispensabile tenerselo…
Insomma, l’Italia ha davvero bisogno di lui?
La risposta non è semplice, anche perché alla sua destra e alla sua sinistra mi sforzo di vedere gente per cui non mi porrei la stessa domanda, ma lui, diciamo, è l’emblema del vacuo, insieme a pochi altri capaci di fargli da spalla.

E così accade anche che, in una giornata difficile come quella di ieri e cruciale per il governo, in un periodo di profonda crisi ideologica e morale che coinvolge ogni livello della nostra società, tutto venga lavato via dalle battute da caserma dell’ex premier.

E allora forse, seppur amara, ho trovato la mia risposta:
Si Berlusconi è indispensabile, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo, se non altro, per avere qualcuno con cui prendersela.

lunedì, febbraio 05, 2007

Io sto col tennis

Perché il calcio è malato.
Ormai è chiaro, era chiaro anche prima, senz’altro prima che scoppiasse il caso calciopoli, poi sapientemente ribattezzato moggiopoli, facendo si che il capro espiatorio fosse uno soltanto.
Non servono i morti per capire che la situazione è del tutto fuori controllo.
Bisogna ammetterlo a malincuore, perchè quello del pallone è lo sport nazionale, è quello che in passato ha avuto un grande e positivo impatto sul nostro tessuto sociale; là dove non arrivava la cultura, infatti, interveniva lo sport.
In questo caso però, ritengo che sia inutile girarci intorno: vale la logica qualunquista, ma lungimirante, la quale sostiene che nelle spirali del calcio girino troppi soldi.
Ormai il circolo è vizioso, il giro è affaristico e lo sport fa da margine ad uno scontro sociale, civile, di classe.
Credo che tutto sommato abbia ragione chi sostiene che il calcio vada abbandonato alla propria sorte.
Non ha senso seguire uno sport che ha, di fatto, tradito la propria natura, che di fatto ha alimentato una logica insana, una faida di società e di sponsor.
Si ha sempre più l’impressione che le partite vangano giocate altrove: negli uffici dei manager ad esempio e che lo scontro fisico avvenga sugli spalti, tra la gente comune in cerca di una qualche rivalsa alla propria miserabile condizione intellettuale.
I controlli, le sanzioni, i cavalli fuori dallo stadio, non hanno senso come deterrente. E’ lo sport a dettare l’etica ai propri tifosi.
E’ per questo che io sto col tennis, che è uno sport elegante, per niente snob se penso a quanti panini con la frittata ho mangiato sulle gradinate del centrale al foro italico di Roma.
Vige la politica del silenzio mentre gli atleti giocano, perché il gesto sportivo non è soltanto fisico, ma mentale anche.
Il tifoso trattiene il respiro durante gli scambi accesi, per poi esplodere di gioia o di collera, ma con civiltà e rispetto per chi si allena ogni giorno per regalare emozioni.
Naturalmente questa è la mia scelta, ma raccomando caldamente a chi ama lo sport, di separarsi dal calcio e dedicarsi a discipline meno inflazionate, almeno finchè il calcio non tornerà a meritare rispetto.
Non sta a me dire come, posso azzardare l’ipotesi di un sano ricambio della classe dirigente, così come succede per i governi che hanno miseramente fallito.

Italtel ti cerca

Da pagina 15 de “il sole 24 ore” arrivano buone notizie per i laureati e neolaureati che cercano lavoro.
Italtel, piccola multinazionale italiana, leader in Europa per la voce su Internet, cerca oltre 150 laureati da inserire per il 60% in Italia, da distribuire per la maggior parte nella sede di Castelletto Ticino di Settimo milanese e per la minor parte nella sede di Roma. Il restante 40% sarà destinato all’estero.
I requisiti principali sono l’ottima conoscenza dell’inglese e una laurea in, informatica, telecomunicazioni, elettronica, fisica, economia e commercio.
Le mansioni da svolgere infatti saranno di tipo tecnico o commerciale.
Sono richieste poi capacità relazionali e disponibilità a trasferirsi all’estero.
Dall’ufficio delle risorse umane di Italtel, si fa sapere che i contratti saranno quasi tutti a tempo indeterminato.
E’ possibile candidarsi registrandosi al sito di Italtel

mercoledì, gennaio 31, 2007

dolori privati/pubbliche vendette

L’angelo del focolare non c’è più. Finalmente si è venuti a capo di una situazione che incuriosiva un po’ tutti credo.
Personalmente mi chiedevo come facesse Veronica Lario, seppure nella sua gabbia dorata, a sopportare le angherie del gaffeur più famoso del mondo: suo marito Silvio Berlusconi.
Oggi sappiamo che non le sopportava affatto ed in fine, con un vero colpo da maestro, ha fatto quello che altri politici non sono mai riusciti a fare: gli ha chiesto pubbliche scuse per alcune sue lascive dichiarazioni.
Scommettiamo che lui, da par suo, dirà di essere stato frainteso?
Non credo che Veronica glie la farà passare liscia però.
Tra l’altro, ulteriore nota succulenta, è che la bella Veronica ha scelto, per la sua dignitosa invettiva, le colonne di uno dei giornali più invisi al cavaliere, ovvero “la Repubblica”.

Ma Cacciari cosa ne pensa? Si era vociferato in passato, di una sua simpatia con Veronica Lario, simpatia per altro pubblicizzata proprio da Berlusconi.
Cacciari però chiosa sicuro“sono affari loro”.
Però poi non ce la fa ed aggiunge “lui è una persona di pessimo gusto”